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Ogni giorno aumenta la partecipazione e la convinzione nel presidio alla Thales, azienda che la proprietà vuole chiudere. Per Fiom questa lotta deve diventare il simbolo della sofferenza del settore metalmeccanico nel chietino e in un prossimo futuro sarà possible lo sciopero provinciale in tutta la provincia di Chieti

TESTO DELLA LETTERA DEL SINDACO DI CHIETI UMBERTO DI PRIMIO AL PREMIER RENZI

Egregio Presidente,

lo scorso 22 febbraio ho avuto il piacere di partecipare con Lei alla visita presso lo stabilimento della Walter Tosto di Chieti, esempio di eccellenza produttiva italiana apprezzata in tutto il mondo.

Altra qualificata presenza industriale ben radicata nel tessuto Teatino della Val Pescara, è quella della Thales Italia S.p.A., il cui stabilimento è presente a Chieti sin dal 1974, prima come Telettra, poi Alcatel e, dal 1999 sotto la guida della multinazionale francese Thales.

Il settore in cui opera lo stabilimento di Chieti con i suoi circa 100 addetti, peraltro in piena autonomia e indipendenza, è quello della ricerca e dello sviluppo di sistemi elettronici e delle telecomunicazioni ed il maggior committente è il Ministero della Difesa.

Con la Difesa e con il Miur, sono in corso numerosi contratti dal valore di svariati milioni di euro, testimonianza della bontà del lavoro portato avanti dalle maestranze del sito Teatino.

A causa delle scelte operate dalla proprietà del Gruppo, però, è in corso lo smantellamento della sede teatina dell’azienda, il cui management, conseguentemente il potere decisionale, è stato trasferito presso la struttura di Sesto Fiorentino.

Su questo argomento, lo scorso 28 agosto il Consiglio Comunale di Chieti si è riunito in seduta straordinaria per dibattere pubblicamente di quello che, sin da allora, appariva come una nefasta possibilità. Al dibattito presero parte, tra gli altri, le RSU dell’azienda e il Vice Presidente della Regione Abruzzo, on. Giovanni Lolli, tutti impegnati, sinergicamente, per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Chieti.

A distanza di sette mesi, però, quell’impegno e quell’attenzione per il territorio messi in campo da noi tutti, sembrano non essere sufficienti. Anche il tavolo aperto presso il Mise a Roma, non ha prodotto i risultati sperati.

Le scelte che la proprietà della Thales continua a portar avanti, non hanno tenuto conto delle istanze provenienti dai diversi attori della nostra comunità regionale.

Per tutto quanto sopra esposto, mi rivolgo a Lei, che in questi ultimi mesi in particolare, sta ponendo l’accento sulle eccellenze industriali della nostro Paese visitandole e facendole conoscere a tutti, quali esempi concreti di un’Italia che ha imboccato la strada della ripresa.

Sono consapevole degli enormi temi di cui oggi Lei deve occuparsi: la sicurezza nazionale ed internazionale, la tenuta di una comunità, quella Europea, in profonda crisi ed alle prese con una folta schiera di detrattori, il completamento della riforma dell’impalcatura istituzionale del Paese.

Conscio di ciò, Le chiedo, nei modi e nelle sedi che riterrà opportuni, di intraprendere tutte le iniziative necessarie perché la Thales Italia continui a produrre a Chieti, preservando i livelli occupazionali che sino ad oggi ha garantito.

Un primo importante segnale potrebbe darLo facendo intervenire un autorevole esponente del Governo al Mise ove le parti sono convocate per il prossimo 11 aprile. Il Suo impegno preso innanzi i rappresentanti dei lavoratori e le istituzioni locali in occasione della ricordata Sua visita a Chieti e la indubbia strategicità dell’attività svolte nel sito teatino, sono certo potranno portare positive novità.

Nel ringraziarLa per quanto farà per questa importante realtà della mia Città, resto in attesa di ricevere un Suo cenno di riscontro.

Cordialità.

 

Avv. Umberto Di Primio